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Il Capolavoro: La Cappella Sistina

Itinerario Il Capolavoro: La Cappella Sistina
Pochi sanno che la Cappella Sistina in Vaticano non ha sempre avuto le stesse decorazioni per tutto il resto della sua "vita" e che prima dell'intervento di Michelangelo,presentava il classico soffitto stellato dipinto da Pier Matteo D'Amelia. Importante particolare da ricordare pare il fatto che questa spendida opera d'arte non è solo da attribuire a Michelangelo ma ad una multitudine di artisti che si sono succeduti per più di mezzo secolo e provenienti da tutto il centro-nord della penisola Italiana.

Dopo la realizzazione del cielo stellato, nel 1477 Papa Sisto IV dette avvio ai avori di ricostruzione della Cappella Palatina del Vaticano,ormai da tempo fatiscente ed inadeguata alle importanti funzioni liturgiche che vi avevano luogo. I lavori vennero affidai a giovannino de'Dolci e quando furono terminati i lavori venne chiamato a Roma il già famoso Pietro Perugino per affrescare la parete dietro l'altare con l'Assunta e il ritratto di Sisto IV. Ben presto, dalle zone di Firenze e Umbria arrivarono altri rinomati artisti del calibro di Cosimo Rosselli,Sandro Botticelli,Luca Signorelli e Domenico Ghirlandaio.

I quattro artisti affrescarono le pareti inferiori della cappella (destra e sinistra), divise orizzontalmente in tre registri: nel registro superiore furono ritratti i pontefici; in quello medio lestorie di Mosè,Aronne e Cristo, mentre nel registro inferiore vennero realizzati dal grande raffaello Sanzio finti arazzi.
Il progamma iconografico fu stilato dal papa e i suoi consiglieri e allude alla trasmissione della Legge da Cristo a Pietro e ai pontefici successori, quindi con intenti politici e moraliben precisi.

PARTE DESTRA:
-Perugino: Il Battesimo di Cristo.
-Botticelli: Le tentazioni di Cristo e la Purificazione del lebbroso
-Ghirlandaio: Vocazione di San Pietro e Sant'Andrea e cristo che ciama i fratellie gli Apostoli
-Rosselli: Il discorso della montagna e Cristo che guarisce un lebbroso
-Perugino: la consegna delle chiavi a San Pietro,l'episodio della moneta e la lapidazione di Cristo
-Rosselli: L'ultima cena, l'orazione nell'orto, bacio di Giuda,la crocifissione


PARTE SINISTRA
-Signorelli: Ultim atti della vita di Mosè -Botticelli: La punizione di Core,Datan e Abiram
-Rosselli: Ladorazione del vitello d'oro
-Rosselli: Il passaggio del Mar Rosso
-Botticelli: le prove di Mosè
-Perugino: Il viaggio di Mosè in Egitto


Completate le pareti laterali; morto Sisto IV subentra Alessandro VI Borgia, padre del Valentino, un pontificato travagliato contrassegnato da violente guerre e il conseguente dissesto delle casse dello stato ponteficio. Giulio II, nipote di Sisto IV,sale al potere dopo questo angoscioso pontificato, uomo dalla grande personalità, che attuò parzialmente il programma dello zio cioè far rivivere gloriosamente Roma come ai tempi dell'impero coniando la formula "Roma caput mundi,Renovatio Imperi".

Non solo progetto politico ma anche militare ed artistico, ponendo l'istituzione ecclesiastica della chiesa di Roma come erede di valori pagani in chiave cristiana.
Non a caso in questo periodo i principali interventi artistici furono la ricostruzione della Basilica di San Pietro, Palazzi Vaticani e i numerosi affreschi delle stanze vaticane per mano di Raffaello.

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L'opera di Michelangelo: Nel 1508, forse a causa dei danni che alcuni dissesti avevano provocato alla volta, Giulio II della Rovere affidò a Michelangelo l'incarico di rinnovarne la decorazione.

Il Bonarroti si mise al lavoro e articolò una possente architettura dipinta, che nella parte centrale inquadra nove storie della Genesi, idealmente suddivise in gruppi di tre, riguardanti l'origine dell'universo, dell'uomo e del male. Ai primi tre episodi ( "separazione della luce dalle tenebre", "creazione degli astri" e "separazione della terra dalle acque", in cui il Creatore è unico e incontrastato dominatore degli elementi naturali, si contrappongono gli episodi del secondo gruppo in cui appaiono le figure umane di Adamo ed Eva, la cui nudità è simbolo del peccato ("Creazione di Adamo", "Creazione di Eva" e "Peccato originale").

La concatenazione tra colpa e castigo si chiude negli ultimi tre episodi ("il sacrificio di Noè", "il diluvio universale" e "l'ebbrezza di Noè"), dove l'umanità, pur salva dal pericolo, appare drammaticamente schiava del peccato stesso.

Al di sotto del cornicione dipinto, che racchiude le nove scene di cui ho parlato prima e gli ignudi, si alternano le figure dei Profeti e delle Sibille, testimoni della continua attesa e della Redenzione da parte dell'umanità. Nelle otto vele e nelle lunette si snoda la serie degli antenati di Cristo, premesse della venuta del Messia e quindi della Redenzione.

Michelangelo fece si che tutti i temi si raccordassero tra loro. All'inizio della storia dell'uomo e al primo intervento di Dio per salvarlo si raccordano i Profeti e le Sibille che nella visione del popolo di Israele e del mondoprofano portano la parola di Dio. Le lunette con i progenitori di Cristo sono, invece, la rappresentazione di coloroche hanno preparato fisicamente la venuta di Cristo.

Il Giudizio Universale: Nel 1533 Clemenre VII decise di richiamare Michelangelo a Roma per affidargli un nuovo incarico: la rappresentazione del Giudizio Universale. Nell'aprile 1535 vennero erette le impalcature davanti alla parete dell'altare. Ciò che il Giudizio doveva rappresentare era l'avvenimento più estremnìo, il più importante della storia cristiana della salvezza.

Le figure si articolano in gruppi disarticolati, rappresentati secondo molteplici effetti di scorcio, ma partecipi di un vorticoso moviemento rotatorio, che si incardina nel severo e pacato gesto di Cristo giudice, centro della raffigurazione. Il Cristo ha il braccio levato, si volge in atto perentorio a sinistra, dove è in corso la lotta fra gli Angeli e coloro che, destinati all'abisso infernale, cercano di sfuggire al tragico destino. Accanto a Cristo c'è la Madonna, in una posizione raccolta con il volto rivolto alle anime che stanno salendo il cielo. Il giudizio infatti non è ancora avvenuto e Michelangelo è il primo a rompere gli schemi tradizionali e inserire questa straordinaria invenzione. Sui lati vi sono santi e apostoli formanti una prima corona, al di là della quale un'altra è costituita dai martiri.

E' curioso poi sapere che per le due parti inferiori Michelangelo si ispirò a due fonti letterarie: una biblica e l'altra dantesca, tratta dal III canto dell'inferno. E infatti noi vediamo da una parte gli scheletri uscire dalle tombe e dell'altra Caronte armato di remo che con una brutale violenza si accinge a colpire i dannati. Queste due furono le ultime due parti dipinte del Giudizio Universale. Nel 1990 prese avvio il restauro del Giudizio Universale, che si concluse nel 1994. Per l'occasione anche Papa Giovanni Paolo II ha tenuto un lungo discorso riguardo l'importanza degli affreschi di Michelangelo ed in particolare del tema del nudo in pittura.

Se è vero che il corpo è fatto a somiglianza di Dio e che, nella Sua raffigurazione, deve esprimersi la grande umiltà del corpo, è anche vero che Dio è la fonte della bellezza integrale del corpo. Comunque, davanti a questa maestosa opera non si può che rimanere abbagliati dallo splendore e dallo spavento nell'ammirare da un lato i corpi glorificati e dall'altro quelli sottoposti a eterna condanna.

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