»  »  » 
La Reggia Di Capodimonte

La Reggia Di Capodimonte

La reggia di Capodimonte è un palazzo reale di Napoli residenza storica dei Borbone di Napoli e oggi è adibita al Museo nazionale di Capodimonte
- ADVERTISING -

Se vai a visitare Napoli potresti pensare di  fermarti anche alla Reggia di Capodimonte si trova in Via Miano,1 a Napoli, a circa 35km da un'altra reggia maestosa la Reggia di Caserta, all'interno dell'omonimo parco, in un edificio disegnato dall'architetto romano Antonio Canevari per Carlo di Borbone, re di Napoli.

Reggia Capodimonte

All'interno è ospitata le "Gallerie Nazionali di Capodimonte" che è una delle più importanti pinacoteche di Napoli. Le Gallerie custodiscono opere di:

  • Giovanni Bellini
  • Sandro Botticelli
  • Caravaggio
  • Annibale Carracci
  • Artemisia Gentileschi
  • Francisco Goya
  • Simone Martini
  • Masaccio
  • Tiziano
  • e altri..

La Reggia è circondata da giardini ben curati e ricchi di piante. Nel complesso museale sono presenti anche una casa di caccia e un museo delle ceramiche.

La storia della Reggia Di Capodimonte

Nel 1738 Carlo di Borbone re di Napoli, affidò ad Angelo Carasale, a Giovanni Antonio Medrano ed Antonio Canevari i lavori per la costruzione della Reggia di Capodimonte. In principio il re ebbe l'idea di costruire un “casino di caccia” sulla collina di Capodimonte.

Solo in un secondo momento, il re decise di costruire un palazzo che potesse ospitare le pregiate collezioni Farnese ereditate dalla madre Elisabetta. I lavori, iniziati il 9 settembre del 1738, proseguirono a rilento per circa un secolo a causa dell'enorme difficoltà derivata dal trasporto del piperno scavato nelle cave di Pianura.

Nel 1758 una parte della Reggia fu aperta e la collezione fu sistemata. Nel 1760, Ferdinando IV affidò all'architetto Ferdinando Fuga l'ampliamento della Reggia e la cura del parco. Nel 1780 fu ospite di Capodimonte lo scultore Antonio Canova.

Gli ambienti del Palazzo vennero arredati e allestiti per ospitare i nuovi sovrani e tutti gli oggetti d'arte furono trasferiti nel Palazzo degli Studi, sede del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Dopo che nel 1815 Ferdinando IV tornò dall'esilio siciliano, la reggia riprese la sua funzione residenziale e si intrapresero nuovi lavori nel palazzo e nel parco. Una schiera di pittori, scultori e artigiani furono chiamati a decorare le sale della Reggia, in particolare il Salone delle Feste.

Salone delle feste

Nel 1825 con l'ascesa al trono di Francesco I vengono affidati i lavori ad Antonio Niccolini, architetto di Casa Reale. Tra il 1826 e il 1836 si realizza l'intervento urbanistico dello scalone monumentale che dal Tondo sale a Capodimonte e nel 1828, prospiciente la facciata occidentale della Reggia, viene edificata la Palazzina dei Principi destinata ad abitazione dei membri della famiglia reale, circondata da un giardino botanico modellato all'inglese. In quegli stessi anni Niccolini progetta l’assetto e l’apparato decorativo del Salone da ballo e del Salottino pompeiano.

Parco della reggia

Dopo la morte di Francesco I nel 1830, il nuovo sovrano Ferdinando II nel 1832, conferisce al Niccolini e a Tommaso Giordano l'incarico di portare a termine alcuni importanti interventi architettonici, vale a dire il compimento dell'edificio nel lato settentrionale, il rivestimento delle facciate e dei cortili, gli apparati decorativi del palazzo, il completamento della scala esagonale con gradini di marmo, ringhiere di ferro e riquadrature di stucco alle pareti.

Su progetto di Niccolini vengono eseguiti dagli scultori Giuseppe Calì, Francesco Saverio Citarelli, Angelo Solari e Gennaro Aveta camini marmorei ispirati a diversi stili, finemente intagliati e arricchiti di statue, mentre sono realizzati candelabri bronzei su disegno di Tito Angelini.

Edificato il terzo cortile, si progetta lo scalone monumentale per consentire l'accesso al piano nobile. Per il nuovo scalone realizzato su progetto di Tommaso Giordano, vengono utilizzati marmi di Carrara per gli ampi gradini e marmi di Mondragone per le colonne fortemente rastremate che s’ispirano ai templi di Paestum.

Scalone

La pinacoteca d'arte contemporanea nella Reggia di Capodimonte

Completata finalmente la Reggia, a partire dal 1840, nei suoi ambienti, su proposta del ministro Nicola Santangelo, viene ospitata una pinacoteca d’arte contemporanea caratterizzata dalla presenza di ritratti della famiglia reale, dipinti di artisti italiani di formazione neoclassica e opere di pittori accademici napoletani.

Con l'Unità d'Italia, avvenuta nel 1861, la Reggia passò ai Savoia, che la utilizzarono come residenza. Nel 1864 i Savoia attuarono, grazie ad Annibale Sacco, Domenico Morelli e Federico Maldarelli, l'arricchimento delle raccolte d'arte. Sacco opera scelte collezionistiche ad ampio respiro e arrichisce le raccolte di Capodimonte.

Il Salottino realizzato con oltre 3000 pezzi di porcellana

Il Salottino di porcellana, iniziato nel 1757 e terminato completamente due anni dopo, fu realizzato con oltre 3000 pezzi di porcellana e fu sicuramente il lavoro più importante che abbiano mai realizzato le fabbriche europee di porcellana, e massima espressione dell'arte della porcellana di Capodimonte. Contemporaneamente si avvia anche la creazione di una galleria d'arte moderna con l’acquisto di dipinti di pittori contemporanei in prevalenza napoletani.

Il salottino di porcellana

Nel 1920 la Reggia passò al demanio, ma solo nel 1950, con l'approvazione del Ministero della Pubblica Istruzione, si decise di ripristinare la sua piena ed esclusiva funzione di museo attuando il progetto di Bruno Molajoli che prevedeva il ritorno delle collezioni d'arte medioevale e moderna dal Museo Nazionale.

Il palazzo è privo di una facciata principale e manca dei simboli che caratterizzano le sedi del potere come un portale centrale e un balcone d’onore. Semplici e funzionali sono lo scalone e i balconi del primo piano.

Da ciò si può capire come l’edificio fosse destinato unicamente ad esser un solenne raccoglitore della collezione Farnese, che Carlo di Borbone aveva ereditato dalla madre Elisabetta.

- ADVERTISING -

Altri utenti hanno letto anche:

- ADVERTISING -

Annunci in zona

- ADVERTISING -