Pompei 79 d.c.: Era una bella serata di fine estate, forse un po troppo calda, il cielo pieno di stelle, poche persone che si aggiravano per le strade silenziose, illuminate solo dal chiarore della Luna, ogni tanto si sentiva il pianto sommesso di un bimbo che tardava a prender sonno, una serata tranquilla come tante altre.
All'improvviso, un brontolio sordo che pareva venire da lontano, un lieve tremito .. poi un altro e poi ancora un altro seguito da un boato cupo, tremendo, rabbioso, devastante e assordante, le strade che fino ad un attimo prima erano semideserte, si popolarono all'improvviso di gente terrorizzata, che correndo all'impazzata, scappava dalla propria città portandosi dietro quello che poteva, un fiume umano di circa ventimila persone delirante e impaurito, e sullo sfondo della città colui che per i due giorni a venire sarebbe stato il sovrano incontrastato di tutta la zona:
il Vesuvio.
Più o meno è andata così, la notte tra il 23 ed il 24 agosto del 79 d.C., quando la vita a
Pompei si fermò ed il Vesuvio fissò come in una foto, seppellendola sotto 7 metri e più di cenere, quella che era stato fino a quel momento una ridente cittadina dell'entroterrra napoletano.
La cenere con il passar del tempo si solidificò, e pian piano con il passare inesorabile del tempo si perse addirittura memoria di quei luoighi. Solo nel '500, durante gli scavi per la costruzione di un canale, fu riscoperta così per caso la città di
Pompei.
Ma bisognerà aspettare ancora 250anni circa, per l'avvio di seri scavi scientifici archeologici, grazie alla volontà nonchè ferrea determinazione di Carlo VII di Borbone, re di Napoli. Era il 1748.
Pompei tornò cosi alla ribalta, diventando uno dei più affascinanti siti archeologici del mondo.
Ora, possiamo guardare, le sue strade, abitazioni e negozi, anche se spogli e silenziosi,che ci aiutano a rendere l'idea di quella che doveva essere la vita, spesso brillante e spensierata, dei suoi abitanti.
Eh già .. perchè non tutti sanno che all'epoca, Pompei era senz'alcun dubbio uno dei più attrezzati ed esclusivi centri di benessere e vacanze del Mediterraneo.
Inoltrandoci per Via della Fortuna, possiamo ammirare gli arredi della famosa, nonchè immensa "Casa del Fauno", a cominciare dai suoi stupendi mosaici colorati (gran parte di questi policromi mosaici sono ora conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli), e ancora la Casa dei Vetri con gli affreschi quasi del tutto intatti. Rimarremo piacevolmente stupiti, dalla ricchezza dell'argenteria nella casa detta di "Menandro", oppure riviveremo i banchetti sontuosissimi di Giulio Polibio, grazie al ritrovamento del suo "servizio buono" da tavola interamente in bronzo.
Cammineremo in quella che era stata la principale arteria stradale della città, la Via dell'Abbondanza dove incontreremo per prima cosa le Terme Stabiane, che altro non erano che gli antichi bagni pubblici, dotato di un complesso quanto funzionale sistema di stufe e canali per il cambio dell'acqua nelle varie vasche termali, e poi ancora il Tempio di Iside, dove nel suo sotterraneo era custodita la sacra acqua del Nilo.
E poi ancora, il Teatro Grande, eretto a somiglianza di quelli greci e costruito sfruttando ingegnosamente il naturale pendio di una collinetta per le gradinate che dovevano accogliere il pubblico; e poi antiche e fastose case patrizie, la Casa di Venere, cosi chiamata forse grazie al ritrovamento, nel suo giardino, di un affresco che ritraeva la dea.
E infine la Palestra Grande con annesso il grandioso Anfiteatro che ci testimonia a tutt'oggi il grande amore, la passione del popolo pompeiano per i giochi dei gladiatori.