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Castelluccio: tripudio di colori!

Castelluccio: tripudio di colori!

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Castelluccio è una piccola frazione di Norcia, sorge a circa 1.400 metri di altitudine ed è uno dei paesi abitati più in quota di tutto l'Appennino centrale.
Inserito all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, istituito nel 1993, ne rappresenta uno dei luoghi più conosciuti e suggestivi, grazie a molteplici aspetti che caratterizzano questo paesino.

Ci troviamo in un territorio dove aleggiano leggende di fate e negromanti, che da secoli colpirono l'immaginario delle popolazioni che passarono di qui, non a caso il vocabolo Sibillini è legato proprio a quello della Sibilla, strega che secondo la tradizione popolare aveva la sua grotta sul monte che porta ancora il suo nome!

Sicuramente Castelluccio fu frequentato fin da epoche lontane; diversi resti di terracotta di età romana furono rinvenuti in località Soglio e nel 1600 si ritrovarono nella fondamenta di una casa delle monete di bronzo risalenti all'incirca al 200 d.C..

Negli stessi anni venne alla luce anche una tomba di un soldato (che purtroppo non si riuscì a datare), rinvenuta lungo la strada che porta a Forca di Presta. Il nucleo abitato probabilmente risale al XIII secolo ed è caratterizzato dalle strette viuzze che si inerpicano sul cucuzzolo dove sorge il paese.
Da visitare c'è solamente la piccola chiesetta di S. Maria Assunta, risalente al 1500 e recentemente ristrutturata, dove all'interno si può ammirare una bella scultura lignea della Madonna, probabilmente di Giovanni Antonio di Giordano, noto scultore di Norcia.

Ma d'altronde chi decide di trascorrere uno o più giorni a Castelluccio non è sicuramente in cerca di musei o palazzi da visitare, qui lo spettacolo è offerto dalla natura, i colori, la flora e la fauna, insieme agli eccellenti prodotti tipici da degustare, fanno di Castelluccio un luogo incantevole.

Appena giunti al paese tramite la strada che collega Norcia a Visso, un largo spiazzo accoglie i visitatori e da loro la possibilità di lasciare la propria auto ed incamminarsi a piedi alla scoperta delle suggestive vie paesane.
Alcuni negozietti hanno in bella mostra i prodotti tipici di questo territorio, dalle rinomate lenticchie, ai salumi, agli eccellenti formaggi.

Questo è un luogo dove la vita scorre tranquilla, scandita dalle varie stagioni che ogni tanto mette a dura prova gli abitanti del posto. Le attività principali sono il turismo, che negli ultimi anni si è incrementato di molto, portando un parziale ritorno della gente, che ha riscoperto il piacere di vivere in questo paese. L'altra attività che ha sempre caratterizzato Castelluccio è la produzione di legumi, primo fa tutti la celebre lenticchia, prodotto IGP, fiore all'occhiello di questa terra incantata.

L'agricoltura biologica ne fa un prodotto molto ricercato ed apprezzato, anche se oggi la raccolta non avviene più a mano, ma ci si basa sull'ausilio di falciatrici meccaniche che agevolano di molto il lavoro che un tempo impegnava i contadini.
La lenticchia fiorisce da maggio ad agosto e proprio nella tarda primavera, solitamente le terza e quarta domenica di giugno, si festeggia la "fioritura", rendendo omaggio alle tante specie floreali che fioriscono tappezzando di vivaci colori tutta la piana di Castelluccio, rendendo partecipe lo spettatore di uno spettacolo unico.
Genzianelle, violette, narcisi, papaveri, ranuncoli e trifogli sono solo alcune delle piante che si possono ammirare.

Alcune specie di fiori sono estremamente protette, pertanto, è raccomandabile non raccogliere nulla, sia per non deturpare questo magnifico ambiente sia per non incorrere in pesanti sanzioni da parte del Corpo Forestale.
A Castelluccio si respira aria buona e si mangia genuino. Diversi sono i ristoranti e i bar dove poter assaggiare piatti tipici umbri o semplicemente gustare un panino ripieno dei deliziosi salumi, dal prosciutto crudo di Norcia, marchio IGP dal 1997, alle salsiccette di cinghiale.

Gli sport all'aria aperta la fanno da padrone in tutte le stagioni dell'anno.
Quando i piani vengono ricoperti da una soffice coltre bianca, vengono battute le piste per lo sci di fondo, offrendo la possibilità di scegliere tra la tecnica classica e il pattinato. Si organizzano giri con le slitte trainate dai cani ed affascinanti escursioni con le racchette da neve, ovvero le ciaspole, potendo affittare queste attrezzature direttamente in paese.
In estate numerose sono le escursioni e le passeggiate, che affascineranno qualsiasi turista, dal più esperto che può salire fin sulle creste del monte Vettore, al meno preparato per lunghe camminate, che potrà apprezzare le verdi distese che circondano l'abitato di Castelluccio.

Da pochi anni ci si è inventati un modo nuovo per godersi la montagna, rotolando giù per i pendii dentro una sfera che garantirà protezione e divertimento. E' il "gorg", una sfera trasparente con all'interno un alloggio sicuro per provare il brivido di una rotolata lungo pendii mozzafiato. Inoltre in estate Castelluccio è uno scenario magnifico per voli in deltaplano e parapendio, con possibilità di fare voli direttamente con l'istruttore se non si è in possesso di brevetto per lanciarsi da soli. Sul Pian grande sorge un piccolo maneggio per la gioia dei più piccini, che solitamente amano molto salire in groppa ai cavalli.

Per tutti gli amanti delle passeggiate se non si vuole rischiare di sbagliare sentieri, che tra l'altro non sono ben segnalati, si può ricorrere ad accompagnatori turistici, guide del parco molto preparate e cortesi che illustreranno i vari aspetti del parco dei Sibillini, dalla morfologia, alla flora e alla fauna locale.
L'escursione che riscuote più successo è quella che conduce sulla vetta del monte più alto di tutta la catena dei Sibillini, il Monte Vettore, che con i suoi 2.476 metri domina la piana di Castelluccio.

A quota 1.941 m.s.l.m. si nasconde un piccolo gioiello, un laghetto di origine glaciale che cambia forma e dimensione in base alle precipitazioni e allo scioglimento della neve. La classica forma ad occhiale, in estate, quando il livello dell'acqua si abbassa, lascia il posto alla formazione di due separati bacini d'acqua.

La peculiarità del lago di Pilato è sicuramente il minuscolo gamberetto che è un endemismo del luogo; il chirocefalo del Marchesoni, così si chiama questo simpatico animaletto, che per la sua sopravvivenza richiede acque limpide e rispetto del suo habitat, visto che depone le uova lungo le rive del laghetto; proprio per questo motivo non è possibile avvicinarsi più di tanto all'acqua ed i controlli sono molto rigidi.

Una curiosità sull'origine del nome del lago: pare che qui si sia gettato il carro trainato dai buoi che conteneva il corpo esanime di Pilato! Un'altra leggenda vuole che su una roccia che sovrasta il lago si possa vedere un volto di profilo... il viso di Pilato appunto!

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