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Parco Nazionale dei Monti Sibillini - Cultura e tradizioni

Parco Nazionale dei Monti Sibillini - Cultura e tradizioni

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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si estende tra Marche ed Umbria, nel polmone verde dell’Italia, coprendo una superficie di circa 70.000 ettari.
La sua istituzione risale al 1993, quando si decise di proteggere l’area per l’importanza della flora e della fauna che si trovavano in questi luoghi incantati, ma anche per salvaguardare le tradizioni e la cultura popolare tramandata da secoli di generazione in generazione.
Da allora molta strada è stata fatta e addirittura si è riusciti a reintrodurre con successo animali che un tempo vivevano indubbiamente in questo territorio, ma che con la caccia indiscriminata e tramite altri fattori sfavorevoli erano scomparsi dal parco: si sta parlando del Cervo e del Camoscio.

 

 

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, molto bello paesaggisticamente parlando, è altrettanto interessante anche dal punto di vista culturale. Molti piccoli gioiellini architettonici sono celati tra i paesetti di montagna e tra i borghi antichi.
Passeggiando tra boschi e vallate si possono osservare chiesette abbandonate o in fase di recupero, dato che ormai da alcuni anni si sta cercando di valorizzare questo patrimonio artistico poco conosciuto, ma di grande interesse storico, artistico ed architettonico.

Per avvicinarsi gradualmente alla comprensione di questo magnifico territorio montano si possono visitare alcuni musei, dove scoprire le ricostruzioni dei vari ambienti naturali, con flora e fauna autoctoni, leggende e miti che aleggiano tra i Sibillini ormai dalla notte dei tempi, usi e costumi che appartenevano alla tradizione contadina, che comunque va scomparendo, ma non certo nella memoria storica della popolazione.

Ad Amandola, caratteristico centro ai piedi dei Monti Sibillini, si trova il Museo Antropogeografico, dove attraverso esperienze multimediali si apprende la complessità di questo territorio e la diversità biologica in esso custodita.
Un altro paesino molto suggestivo è Montemonaco, dove, recandosi al Museo della Grotta della Sibilla si potrà conoscere la leggenda di questa misteriosa incantatrice di uomini che viveva in una grotta su un monte che da lei prese proprio il nome: il Monte Sibilla.

Il Lago di Pilato, una delle mete più conosciute dagli escursionisti che si recano nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e da sempre è stato luogo prediletto di negromanti che qui venivano per compiere riti esoterici ed invocazioni a Satana. Nel Museo della Grotta della Sibilla è custodita una grossa pietra con incise delle lettere; ormai da tempo alcuni studiosi stanno esaminando tale roccia, ma attorno ad essa il mistero è ancora fitto, accrescendo ancora di più l’alone di magia che circonda tutto il massiccio dei Sibillini.

Per conoscere gli usi e i costumi di questa popolazione costituita da montanari, pastori e contadini si possono visitare il Museo delle Carbonaie di Cessapalombo, integrato da un percorso esterno dove vedere direttamente cos’era una carbonaia, come si produceva il carbone e con quali attrezzi ed il Museo della Nostra Terra di Pieve Torina, composto da 14 sezioni che ricreano l’ambiente della cantina, una vecchia cucina contadina, con utensili vari, una sezione dedicata agli attrezzi agricoli, un angolo riservato agli arnesi utilizzati dai vari artigiani, quali il fabbro ed il falegname e tanto altro ancora.

Se si è amanti dell’arte, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, oltre a scoprirla nelle chiese e nelle fortificazioni medievali, la si può scovare in alcuni musei come ad esempio quello di Visso, splendida cittadina di antiche origini. A Visso vi è il Museo dei Manoscritti Leopardiani che ripercorre la vita del celebre poeta e scrittore nato nella vicina Recanati. Questi preziosi manoscritti del Leopardi erano di proprietà di Prospero Viani, preside di un liceo a Bologna, che nel 1869, a causa di difficoltà economiche, li dovette vendere e furono acquistati da Gaola Antinori, il Sindaco di Visso. Il Museo è completato da dodici dipinti seicenteschi raffiguranti 12 sibille.
A Montefortino, tra monti maestosi e la natura rigogliosa, si può visitare la Pinacoteca Civica, ospitata in un bel palazzo con soffitti decorati. All’interno si potranno ammirare dipinti, sculture, disegni ed oggetti vari di pregevole fattura.

Ogni piccolo comune all’interno del parco ha un grazioso e caratteristico centro storico.
La maggior parte ha impianto medievale, con mura di difesa e porte. Tra i paesi meglio conservati e maggiormente interessanti da un punto di vista architettonico si ricordano Arquata del Tronto, con la splendida Rocca fortificata, Castelsantangelo sul Nera, con le mura a forma di triangolo restaurate in anni recenti, Montefortino, Montemonaco ed il suo castello, San Ginesio, Visso, con l’imponente cinta muraria ed un passato glorioso e Norcia, il borgo più bello, suggestivo e meglio conservato di tutto il Parco.
Ogni piccolo paese e le varie frazioni nascondono chiesette di campagna o antiche abbazie, veri gioiellini architettonici degni di essere scoperti ed ammirati. Tra i luoghi di culto più rilevanti si ricordano:

- l’Abbazia di Santa Maria in Rio Sacro, nel comune di Acquacanina;
- l’Abbazia di San Salvatore, sita in frazione Monastero di Cessapalombo;
- il Santuario del Beato Ugolino a Fiastra;
- la Chiesa di San Marco in frazione San Marco di Fiastra;
- l’Eremo di San Leonardo, incastonato nella Gola dell’Infernaccio;
- il Santuario della Madonna dell’Ambro;
- la Basilica di San Benedetto a Norcia;
- la Pieve di Santa Maria, con la bella cripta, sita a Pievebovigliana;
- la Chiesa di San Giusto, uno dei più bei esempi di architettura romanica nelle Marche, sita a San Maroto di Pievebovigliana;
- l’Abbazia di Sant’Eutizio a Preci;
- il Santuario di San Liberato, immerso tra i boschi in località San Liberato di San Ginesio;
- il Santuario di Macereto, isolato in mezzo alla natura, appartenente al comune di Visso.

Nelle varie località del parco, in tutte le diverse stagioni dell’anno, si svolgono sagre paesane, dove ci si ritrova in allegria, con la musica della fisarmonica ed i prodotti tipici. In autunno si possono gustare i marroni, magari accompagnati dal vino cotto; in diversi luoghi le sagre nascono proprio per celebrare questo gustoso frutto autunnale.

In estate ed in primavera, quando il clima è mite, le feste paesane si susseguono di continuo, così ci si potrà imbattere nella sagra del tartufo, dei funghi, della trota, del castrato e tantissime altre ancora, tutte all’insegna del divertimento e del mangiar bene e genuino.
In molti comuni appartenenti al Parco sono presenti le Case del Parco, ovvero dei punti di informazione turistici in cui si possono prendere depliant gratuiti o acquistare la cartina del parco e tantissimi altri gadget.



 

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