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Assisi - La terra dei Santi

Assisi - La terra dei Santi

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Quando si percorre la superstrada Perugia-Foligno spicca alla sinistra, maestosa ed imponente, con tutti gli edifici in pietra pulitissimi e splendenti: Assisi

E' stato fatto un restauro conservativo e consolidante dopo il terremoto del 97 e ormai tutti gli edifici sono stati rimessi a nuovo, rispettando le caratteristiche sia dell'edificio che della città. Ci si è attenuti a delle regole per cui nessuno ha potuto fare la propria casa come voleva, nè del colore che voleva. anche le nuove costruzioni devono essere fatte in pietra, per nn deturpare l'armonia del paesaggio.

E' curata in ogni minimo particolare, marciapiedi ed aiuole sono tenuti benissimo. Le indicazioni per i vari luoghi da visitare sono chiare e numerose in ogni crocevia.

Ci sono vari parcheggi, a pagamento, dove lasciare l'auto e proseguire a piedi. Naturalmente è piena di saliscendi, ma è una cittadina medievale e questa è proprio la sua caratteristica.

COSA VEDERE AD ASSISI:

CHIESA DI SANTA MARIA DI RIVOTORTO.
Di stile neogotico questa Chiesa prende il nome dal ruscello "rivotorto" che scorre alla sua sinistra. Eretta nel 1854 in seguito ad un disastroso terremoto che fece crollare la precedente costruzione del '500, fu edificata per proteggere il Sacro Tugurio, culla dell'ordine francescano. La permanenza di questo luogo (1209-1211) di Francesco e dei suoi primi compagni di fede, segna una tappa fondamentale della vita del santo. Infatti, detta qui la prima regola, approvata oralmente da Innocenzo II e chiama Minori i suoi discepoli.

La chiesa è composta da tre navate con tre porte d'entrata; al centro si trova il tugurio, costruito da tre spazi molto angusti e ristretti: in quello centrale si può ammiratre un altare del 400 con un'immagine dell'immacolata; quello di destra era adibito a dormitorio, mentre quello a sinitra a cucina. Tugurio Le pareti sono impreziosite da Dodici Tele dipinte del 600 dall'artista orvietano Cesare Sermei, detto anche Cesare d'Assisi per averne assunto la cittadinanza, che rappresentano momenti salienti della vita del Santo, durante il suo soggiorno a Rivotorto.

SAN DAMIANO
Era in abbandono, quando il Poverello, all'inizio del suo ciclo di mutamento spirituale, vi entrò. Alla vista della Chiesa posta nel dolce declivio della collina assisana, volle entrarvi e pregare. Davanti al crocifisso inizia la sua preghiera verso il Signore. Dalla bocca del Cristo scaturiscono queste parole: "Francesco, và e ripara la mia casa che cade in rovina".

Il giovane tornò a casa, prese dalla bottega di Pietro di Bernardone quante piu stoffe potè e si recò a Foligno. Con il ricavato tornò a San Damiano, ma il sacerdote che custodiva la chiesetta avendolo riconosciuto e temendo le ire del padre rifiutò il denaro. Fu cosl che Francesco gettò via le monete dalla finestrella che ancora si vede appena l'ingresso della chiesina. Fu quello l'episodio che per S. Damiano è principalmente legato al francescanesimo.

Per il resto il Santo tornò più volte alla chiesina. Ma le sue apparizioni erano per lo più legate alle visite che effettuava a Chiara di Assisi. San Damiano fu legata soprattutto a qust'ultima figura. Ella vi dimorò dal 1211 al 1253.

San Francesco vi sosterà più a lungo nel 1225 quando stanco e malato compose il Cantico delle Creature. La salma del Poverello fu fatta sostare qui il 4 ottobre 1226, all'indomani della morte avvenuta in Porziuncola, durante il viaggio di trasferimento nella chiesa di San Giorgio. Il 4 ottobre Chiara e le Sorelle gli indirizzarono l'ultimo saluto.

La vita di Chiara in San Damiano fu contrassegnata dalla preghiera e dalla contemplazione oltre che da alcuni miracoli, come la moltiplicazione del pane e dell'olio, alcune miracolose guarigioni, il segno della croce sul pane davanti al Papa. Ben più consistenti sono le gesta della Santa che per ben due volte, nel 1240 e l'anno successivo, allontanò prodigiosamente le truppe saracene e tartare che al soldo di Federico II erano penetrate sin dentro il Monastero con l'intenzione poi di mettere a ferro e fuoco la città di Assisi.

Il secondo prodigio si riallaccia ai suoi ultimi giorni quando, non potendo prendere parte perchè inferma ad una importante officiatura nella Basilica di San Francesco, riuscì a seguire tutte le sequenze rimanendo ferma nel suo giaciglio. Per questo è stata proclamata, di recente, Patrona della televisione.

BASILICA DI SANTA CHIARA
Sorge sulla omonima piazza ed è stata edificata sopra la chiesa di San Giorgio tanto cara ai due Santi. In essa Francesco vi fu sepolto, dopo la morte avvenuta nella Porziuncola, e vi fu canonizzato. Le sue spoglie restarono qui per quattro anni prima della traslazione nella grande Basilica. La chiesa di San Giorgio fu cara anche a Santa Chiara dove fu sepolta.

La Basilica di Santa Chiara è stata edificata nel 1257 ed è in stile gotico italiano detto pure "francescano". Venne consacrata nel 1265. La facciata, molto semplice, è costituita da pietra bianca e rosa, assemblata a strisce orizzontali. Ai lati del portale sono due leoni. Nella parte mediana è il bellissimo Rosone a cerchi concentrici con colonnine. La parte superiore, a triangolo, ha un'apertura circolare. Nel Trecento, per motivi di stabilità, sono stati costruiti tre contrarchi esterni che non mutano la grazia dell'edificio. Il campanile, alla destra dell'abside, è a pianta quadrata. La chiesa è stata disegnata da frate Filippo da Campello.

SANTA MARIA MAGGIORE
Fu edificata sopra un tempio cristiano ricavato da un edificio di culto romano. Avanzi romani sono visibili nella cripta, in modo particolare capitelli e muri. Della stessa epoca sono anche sbiaditi affreschi. La chiesa fu cattedrale sino all'XI secolo, cioè sino a quando venne aperta al culto la Chiesa di San Rufino. La facciata, con due ingressi, è in pietra e si presenta piuttosto disadorna a parte le due fasce verticali e il grazioso rosone centrale. La chiesa è stata ristrutturata nel sec. XII e come tale si presenta.

Il campanile è stato innalzato nel Trecento. Nel tempio è stato battezzato San Francesco. L'interno è a tre navate. Anticamente era, forse, completamente affrescato, ma a noi sono giunti solo alcuni residui. A pochi passi è il Vescovado, dove San Francesco rinunciò ai beni del padre davanti a Guido II.

BASILICA INFERIORE
Ci troviamo di fronte ad un ingresso in stile gotico che per maestosità e finezza prelude le bellezze dell'interno. I due accessi sono contornati da colonnine eleganti e slanciate che nella parte superiore curvano sino all'angolo di sesto acuto al di sotto del quale si apre l'eccellente rosone. Sull'arco è la scritta: Indulgenza plenaria quotidiana perpetua.

L'Ingresso La Basilica Inferiore è a una sola navata, divisa da archi a pieno centro in quattro campate con volte a crociera, fortemente costolonate, che poggiano su corti pilastri semicircolari senza base. I bracci del transetto, invece, hanno volte a botte. L'ingresso si presenta ampio, ma piuttosto povero di luce. All'interno vi sono: la Cappella di Santa Caterina, la Cappella di San Sebastiano, il Mausoleo della Famiglia Cerchi (di Firenze in stile gotico (XIV secolo)), una Tribuna (fatta erigere alla metà del Quattrocento dalla Famiglia Nepis di Assisi; in essa sono scolpite le Bolle Papali che testimoniano l'interessamento notevole che la Chiesa Romana ebbe per questa Basilica),il Mausoleo creduto della Regina Jolanda di Cipro, la Cappella di Sant'Antonio Abate, la Cappella di Sa nta Caterina di Matteo Gattapone da Gubbio (vi fu sepolto il Cardinale Albornoz).

Navata Centrale Debito luogo di raccoglimento, sembra conciliare alla perfezione l'incontro spirituale con il Santo; volte a crociera punteggiate di stelle, archi superbamente decorati. Gli affreschi rimasti sono da attribuire a Giunta Pisano. Sono stati menomati con l'apertura delle cappelle laterali.

Tomba di San Francesco La cripta è stata scavata due anni dopo la ricognizione del corpo del Santo, nel 1820. Fu disegnata dagli architetti Brizi e Belli, ma venne decorata secondo lo stile neoclassico che per nulla si accostava alla linea delle due chiese che erano al di sopra. Così nel 1932 la cripta venne riproposta al pubblico (su disegno di Ugo Tarchi) con linee sobrie e nude che protendono verso l'ideale francescano della semplicità.

Saio e Spoglie di San Francesco La tomba del Santo è sistemata all'interno del blocco di pietra protetto da una grata di ferro (l'ultima ricognizione è stata effettuata nel gennaio del 1978). Ai lati della cripta, protette da inferriate, sono le tombe di quattro discepoli del Santo: Rufino, Angelo, Masseo e Leone. Nella tomba è la lampada votiva che arde con l'olio offerto dai Comuni d'Italia. Ogni anno, il 4 ottobre, una regione rinnova il rito dell'offerta dell'olio.

BASILICA SUPERIORE
Siamo di fronte ad uno dei più bei esempi di gotico italiano. Ciò che subito viene posto in evidenza è la luce che filtra attraverso le artistiche vetrate; al contrario della Chiesa Inferiore in cui la penetrazione della luce è notevolmente minore. La navata si compone di quattro campate con pilastri composti da colonne sottili e slanciate che contribuiscono notevolmente a dare un senso ascensionale al tempio. Le volte sono a crociera e affrescate con un cielo stellato. Le pareti delle navate sono divise da un lungo passaggio.

La parte superiore è ricoperta di affreschi (alcuni dei quali andati perduti) che narrano del Vecchio e Nuovo testamento, la cui attribuzione è ancora incerta dopo la tesi che voleva affidare la paternità a Giotto e a Cimabue. Le pareti inferiori sono invece opera di Giotto e della sua scuola. Ci troviamo davanti al ciclo pittorico più importante ed interessante della iconografia francescana.

In molte chiese è vietato fare: foto e video ed è vietato parlare.

GADGET DA COMPRARE
Se proprio volete comprarvi un ricordo del vostro viaggio in questa splendida cittadina prendete:
un tau di legno, si porta al collo in una collana, è il simbolo dei francescani ed è molto bello a vedersi nonostante la sempplicità di come è fatto;
immagine dei santi: se siete andati ad Assisi è scontato che ci siete andati per fini religiosi e se volete un ricordo sacro di coloro che hanno reso eterno il borgo comprate le immaginette di San Francesco e Santa Chiara.
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