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Visitare La Città di Belluno

Itinerario Visitare La Città di Belluno
Supponendo di arrivare in auto presso la città di Belluno, posteggiandola presso il parecheggio di Lambioi e poi salendo con la scala mobile, dalla quale si gode la vista di un panorama sulla Valbelluna, si arriva nel cuore della città antica.
Qui è situata la piazza Duomo di Belluno dove si erge il campanile progettato nel '700 da Filippo Juvarra, e dove si affacciano i palazzi dell'antico potere cittadino, il palazzo dei Rettori del 1491 (oggi prefettura), il palazzo rosso del municipio e il palazzo dei vescovi oggi sede dell' Auditorium, eretto nel 1190 dal vescovo-conte Gerardo de' Taccoli: costruzioni su cui lo stile nordico si fonde allo stile architettonico veneziano con bifore e polifore a sesto acuto, portici cornicioni e ornamenti; ancora ciò che colpisce lo sguardo è la fontana centrale costruita nel 1411, la nuova statua posta in cima al pilastro è di produzione recente e rappresenta San Joatà (la statua originale è conservata nel vicino Museo Civico).
La cattedrale risalente alla fine del 1400 si sviluppa su tre navate con l'abside rivolto verso occidente, il progetto dell'attuale Cattedrale è attribuito a Tullio Lombardo, architetto veneziano, che venne a Belluno nel 1517 quando i lavori di costruzione erano già stati iniziati da qualche tempo sotto la direzione di un capomastro del luogo, un certo Nicolò Tagliapietre, autore anche dell'Orologio del Palazzo dei Rettori.

Piazza Duomo Camminando per la suggestiva via Mezzaterra (l'antico decumano massimo della città romana) su cui si affacciano decine di palazzi tutti risalenti all'arco temporale incluso tra 1300 e 1600, si giunge alla chiesa di San Pietro collegata a uno dei chiostri del'attiguo Seminario Gregoriano, come è documentato da un iscrizione all'interno dell'attuale Cappella Fulcis, la chiesa di S. Pietro fu terminata nel 1326, dopo più di quarant'anni di lavori, svoltisi in concomitanza con il Giubileo del 1300 indetto da Bonifacio VIII. La chiesa, costruita dai frati minori in stile gotico, oggi si presenta in stile barocco con numerose opere d'arte: ben cinque dipinti dei Andrea Schiavone (San. Pietro, San Paolo, l'Annunciazione …), tre capolavori di Sebastiano Ricci nella Cappella Fulcis (costruita nel 1704 tra la chiesa e la sacrestia): una Sacra Conversazione, su tavola, collocata nell'abside, e i due affreschi: "Decollazione di San Giovanni Battista" e "Chiamata di San Pietro" e soprattutto le due pale lignee di Andrea Brustolon. In alto, sul presbiterio, vi è uno dei pochissimi esempi di organo fonocromico a due manuali di Giovan Battista De Lorenzi (1860).

Ai due estremi della città antica si possono ammirare, pressoché integre, le due porte principali, l'imponente porta Dojona a nord e, con i suoi merletti in pietra e mattoni, porta Rugo a sud, nei pressi della quale si trovano anche il Palazzo del Capitano e la cinquecentesca chiesa di Santa Maria dei battuti.

Pochissimi resti di mura testimoniano la presenza di un castello che sorgeva nella parte superiore della città antica alle spalle della quale, appena fuori dalla cinta muraria, si apre quella che oggi è la piazza dei Martiri (detta "Campedel") considerata il salotto dei bellunesi con la sua lunga passeggiata (detta "listòn"), i suoi portici e la cinquecentesca chiesa di S. Rocco con opere di Padre Santo da Venezia e Luigi Cima, particolare della chiesa di S. Rocco è la presenza sulla lunetta al di sopra della porta di una bassorilievo che rappresenta la Belluno medioevale.
Proseguendo verso est e oltrepassando piazza Vittorio Emmanuele, su cui si affaccia il teatro Comunale, si giunge in via Roma e da lì si arriva alla chiesa di Santo Stefano.

Piazza Martiri ex Campedel e facciata di San RoccoLa chiesa di S.Stefano, la cui costruzione viene deliberata nel 1463, sostituì l'antica chiesetta di S.Maria delle Grazie. Nel 1480 durante i lavori di scavo viene portato alla luce il sarcofago di Flavio Ostilio, ora custodito nel cortile di palazzo Crepadona.
A sostegno delle volte a crociera, e considerati fra le opere d'arte più interessanti conservate nella Chiesa, vi sono due angeli di Andrea Brustolon (autore anche di un crocifisso - sulla parete della navata sinistra); nella Cappella Cesa (1485) a sinistra del presbiterio: un altare ligneo intagliato, attribuito al bellunese Andrea di Foro (XV sec), con piccoli affreschi nella cornice attribuiti a Matteo Cesa; affreschi nelle pareti centrali di Jacopo da Montagnana, raffiguranti il martirio di S.Stefano, la conversione di Paolo, vita del Cristo, tornati alla luce da sotto l'intonaco con il terremoto del 1873. Sembra che l'altare provenga dall'antica Chiesetta di S.Maria delle Grazie.
Fonte: Wikipedia
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Da ricordare: palazzo Barcelloni Corte, Palazzo Doglioni, Palazzo Piloni, Palazzo Barpo, le chiese di Santa Maria di Loreto, la Seicentesca chiesa di San Gervasio, la chiesa di San Nicolò nel quartiere meridionale di Borgo Piave che lambisce le sponde dell'omonimo fiume e la chiesa di San Giuseppe "marangon" (falegname) a Borgo Prà che fino alla fine del medioevo fu la capitale della produzione di spade da battaglia. La città poi continua verso i quartieri residenziali di Cavarzano, Baldenich.

Da segnalare: il tabernacolo ligneo di frate Francesco della Dia; tele della scuola di Vecellio, una "Adorazione dei Magi", forse della bottega di Tiziano; quindici formelle di rame ed una in tela di Francesco Frigimelica nella cappella di sinistra; tele di Cesare Vecellio e del Frigimelica sulla parete del battistero. A lato della chiesa sorge il convento dei Serviti con il chiostro gotico oggi sede dell'intendenza di finanza. Sorge poco lontano dalla chiesa di Santo Stefano, al termine delle "scalette" l'unico esempio di chiesa in stile romanico della città dedicata a San Biagio.

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