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Castelsardo a picco sul mare, rinomato per la creazione di cestini intrecciati a mano

Castelsardo a picco sul mare, rinomato per la creazione di cestini intrecciati a mano

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Castelsardo è un suggestivo comune a picco sul mare, nel nord della Sardegna, affacciato come un balcone rivolto sul Golfo dell'Asinara. Tra tutti i comuni in provincia di Sassari, è forse quello più affascinante, visto che ancora mantiene l'aspetto di borgo medievale, fortificato all'interno di mura difensive per proteggersi da eventuali attacchi nemici provenienti dal mare.

Il paesaggio che si può godere da questa roccaforte inerpicata su di un promontorio lascia con il fiato sospeso, visto che lo sguardo si può spingere fino alla veduta della vicina Asinara ed oltre, fino alle coste della Corsica.

Sicuramente le civiltà nuragiche si insediarono in questo territorio. Anche i romani trovarono interessante l'odierno Castelsardo, che godeva di una posizione strategica verso il mare, e difatti ne fecero un porto commerciale ancora oggi funzionante ma più che altro rivolto al turismo.
Il primo nucleo abitato risale ad un gruppo di monaci antoniani ed in breve anche la popolazione locale decise di trasferirsi nei pressi del monastero. Attorno all'anno 1100 nacque il castello fortificato all'interno di possenti mura, ad opera della famiglia genovese dei Doria, che quindi lo chiamò Castelgenovese. Questa è l'origine del nucleo abitato che ancora oggi si può osservare visitando questo grazioso paese.
Castelgenovese cadde poi nella mani degli spagnoli, che lo ribattezzarono Castel Aragonese ed infine, con la caduta anche del dominio spagnolo, finalmente i sardi si riappropriarono di quello che definitivamente si andò a chiamare Castelsardo.

Per raggiungere questo ameno posto le possibilità sono molteplici e variano in base a quale mezzo si sceglie di prendere. Se si decide di arrivare in auto, bisogna sapere che la distanza da Sassari è di appena circa 30 chilometri, percorrendo la litoranea di Platamona; se si opta per la nave il porto più vicino è Porto Torres, a circa 35 chilometri di distanza, o in alternativa, gli altri due porti ai quali si può sbarcare sono Olbia e Golfo Aranci, tenendo conto che la distanza si comincia ad aggirare sui 120-130 chilometri.

E' possibile arrivare a Castelsardo anche tramite aereo, visto che l'aeroporto più vicino dista solo una settantina di chilometri ed è quello di Alghero-Fertilia, servito da compagnie che garantiscono le partenze dalle principali città italiane.

Il centro storico è caratterizzato da un groviglio di strette viuzze, con una bella pavimentazione in pietra e diverse chiese interessanti dal punto di vista architettonico, il tutto circondato da possenti mura ancora in ottimo stato e dove si possono ammirare 17 torri.

In particolare meritano di essere visitate la Cattedrale di S. Antonio Abate e la Chiesa di Santa Maria, dove si può osservare il pregevole Cristo nero, crocifisso ligneo tra i più antichi della Sardegna.
Nella Cattedrale spicca il campanile in stile Aragonese con una bella cupola ricoperta da maioliche, mentre l'interno si presenta in stile romanico.
Al di sotto della cattedrale sono visitabili le cripte ed il bel Museo "Maestro di Castelsardo".

In posizione dominante rispetto a tutto il resto del paese sorge il Castello dei Doria, dove all'interno è ospitato il Museo dell'intreccio, interessantissimo per scoprire questa antica tradizione che, grazie alla pazienza di mani volenterose porta alla creazione di piccole opere d'arte, pezzi unici che hanno fatto conoscere Castelsardo in tutta Italia, e non solo. I cestini di Castelsardo appartengono all'artigianato locale e sono il fiore all'occhiello di questo territorio.

Vengono realizzati ancora oggi a mano e con fibre vegetali, quali la palma nana e il giunco, dipinti con vari colori e intrecciati sapientemente creando l'ordito (il supporto attorno al quale si intesserà la trama) e la trama con la quale si creeranno le fantasie dei vari cestini.
Passeggiando per le caratteristiche vie è possibile imbattersi in piccoli locali, cantine, garage o ingressi delle case, nei quali alcune signore si dedicano all'arte dell'intreccio dei cestini tipici, con possibilità di acquistare direttamente dei souvenirs dopo aver assistito alla loro creazione unica.

Dopo aver passeggiato per le vie del centro ci si può rifocillare in uno dei tanti ristorantini tipici, che in particolare cucinano dell'eccellente pesce, tra cui spiccano le aragoste, gli astici, le triglie e i frutti di mare.

L'evento di maggior rilievo è la Settimana Santa, durante la quale viene rappresentata una suggestiva Passione di Cristo e si effettuano processioni notturne illuminate dalle fiaccole dei fedeli, accompagnate da cori tradizionali.

Trovandosi in zona vale la pena visitare la "roccia dell'elefante", chiamata così per la caratteristica forma che ha assunto essendo esposta agli agenti atmosferici; da Castelsardo bisogna prendere la strada che porta a S. Giovanni e proprio di fianco alla carreggiata si trova questa particolare roccia, interessante anche per i disegni di età neolitica in essa scolpiti.
Nei pressi della "roccia dell'elefante" si può ammirare il nuraghe "Paddaggiu", in buono stato conservativo.

Castelsardo è pertanto una tappa fondamentale per conoscere le tradizioni della Sardegna, mangiare ottimo cibo, vedere borghi antichi, chiese prestigiose e per ultimo, ma non per importanza, visitare il Castello e il suo museo.

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