Home » Lombardia » Itinerari & Guide » Basilica San Marco capolavoro nel cuore di Milano
La Basilica di San Marco è un vero e proprio capolavoro nel cuore di Milano. Anche se in realtà ci sono varie chiese stupende vicino alla zona di Brera. In particolare abbiamo San Simpliciano e S. Maria del Carmine, che si somigliano a tal punto da far pensare che siano tutte e tre legate dallo stile oltre che dai colori. In ogni caso, delle tre San Marco è quella che risulta avere un fascino particolare ai miei occhi, forse per il fatto che la prima volta che l'ho vista era addobbata per un matrimonio, e c'era un'allegria, una gioia incredibile nell'aria, chissà! Se partiamo da via Brera, e proseguiamo per via Solferino, troveremo sulla destra piazza San Marco.
La chiesa si presenta semi-nascosta da alberi, ma appena ci si avvicina ci si accorge che il sagrato è più in basso del livello della strada, e questo da una sensazione di distacco ben determinato dal resto della città La facciata, che risale al XIII-XV secolo, è fatta di mattoni rossi, ha tre portali, e tre statue sulla porta centrale proprio sotto il rosone in pietra e colonnine a raggiera.
La costruzione della chiesa risale invece al 1254, e infatti entrando, la prima cosa che noteremo sarà lo stile molto austero, le tre navate sono alte, e ci sono pochissimi decori dorati solo sopra i capitelli. Sulla navata centrale affacciano sia il pulpito sia il bellissimo organo del XVI secolo. I due transetti sono molto diversi tra loro: quello meridionale a destra è senza il minimo decoro, ma contiene quattro sarcofagi del 1300.
Il transetto settentrionale invece da spazio ad una bella e grande cappella detta "della Pietà", commissionata da Tommaso Marino, che fece congiungere due piccole cappelle verso la prima metà del 1600. Molto decorata e affrescata, dà la netta sensazione di ritrovarsi in una chiesa a se stante all'interno della stessa basilica.
L'altare è posizionato proprio al centro della croce latina, ma dietro di esso troveremo il presbiterio e l'abside, entrambi molto profondi, tanto da avere come divisione sia il pluteo (balaustra a lastre di marmo) sia da una struttura alta con candelabri e statue. Dietro questa struttura c'è il coro ligneo inciso tra il 1610 e il 1620: splendido e molto ampio, ma soprattutto ben restaurato, ospita al centro dell'abside un antico fonte battesimale. Le volte affrescate sono del Genovesino, e se si vuole parlare di numeri, possiamo quantificare ben 520 mq affrescati.
La più antica volta affrescata, la prima nell'ordine, risale al 1616 e ha come soggetto i quattro evangelisti, la seconda volta è del 1617 con gli angeli musicanti, e infine il catino absidale indica l'albero genealogico dei santi Agostiniani, ed è del 1618. Ma la cosa importante e apprezzabile, non è data dalla mera ricchezza di ciò che possiamo trovare, tra suppellettili e affreschi, ma dell'atmosfera particolare, che non sempre si riesce a percepire, quel fascino indicibile che ti avvolge, senza un particolare perchè… o da cosa dipenda, ma ti allontana come d'incanto dalla tua realtà e ti conduce per mano attraverso i secoli.
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