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Grotte e Museo di Toirano

Grotte e Museo di Toirano

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Toirano è un piccolo comune in provincia di Savona, noto per le sue stupende grotte carsiche. Si trova nell’entroterra ligure a circa 50 m.s.l.m. ed il paese è comodamente raggiungibile percorrendo l’autostrada A10 ed uscendo a Borghetto Santo Spirito.
Le grotte di Toirano si trovano nella Val Varatella e rappresentano un’attrazione turistica di grande rilievo, grazie a splendide concrezioni calcaree e ad interessanti ritrovamenti di ossa di orsi delle grotte e resti di uomini preistorici.
Il percorso turistico all’interno delle grotte si snoda per 1.300 metri e la visita dura circa 70 minuti. All’interno delle grotte vi è una temperatura che grosso modo si mantiene costante tutto l’anno, attorno ai 16°, mentre l’altissimo tasso di umidità si aggira intorno al 98%.
 

VISITA GUIDATA GROTTE DI TOIRANO
Le Grotte di Toirano sono costituite dalla Grotta della Bàsura, ovvero della strega, e dalla Grotta di Santa Lucia, collegate nel 1967 tramite un tunnel artificiale lungo 110 metri.
La visita guidata comincia con la Sala Morell, che rappresenta l’ingresso alla Grotta della Bàsura. In questo ambiente colpisce subito l’attenzione uno scheletro di Ursus spelaeus ricostruito a partire dai resti ritrovati all’interno della grotta stessa. Da questo primo ambiente si accede alla sala conosciuta col nome di Salotto, costituita da stalattiti e stalagmiti, alcune delle quali si fondono fino a formare delle colonne. Fu scoperta nel 1950 e si formò grazie all’azione incessante millenaria dell’acqua e la ricchezza di concrezioni calcaree fece assomigliare questa grotta ad un salotto.

La visita prosegue con il Corridoio delle Impronte, dove sono state ritrovate impronte di mani, piedi e ginocchia di uomini primitivi. Attraverso degli studi approfonditi e grazie alle radiazioni radiometriche è stato possibile datare queste tracce fossili e si è stabilito che appartengono a uomini del genere Homo sapiens vissuti circa 12.000 anni fa. Nella Grotta della Bàsura è presente un piccolo laghetto dove sopravvive ancora un piccolo crostaceo del genere Nyphargus, lungo solo alcuni millimetri e completamente cieco per via delle sue abitudini a vivere in un ambiente privo di luce naturale. Una delle stanze più interessanti è il Cimitero degli Orsi dove si sono ritrovati numerosi resti fossili di Ursus spelaeus, vissuti tra 27.000 e 24.000 anni fa. Gli orsi di questa antica specie estintasi durante l’ultima glaciazione, utilizzavano questa caverna per il letargo invernale e si è supposto che gli animali più deboli, quelli che non avevano immagazzinato sufficienti riserve di grasso, morissero proprio quì.

Altra grotta alquanto interessante è la Sala dei Misteri dove si sono ritrovate impronte di piedi di Homo sapiens, tracce carboniose, lasciate dai fumi delle fiaccole utilizzate da questi per addentrarsi nell’oscurità della grotta, e pallottole di argilla conficcate nella parete, probabilmente scagliate durante dei riti di iniziazione. Questa sala ha un’importanza talmente grande da non poter essere visitata, per preservarla al meglio e per poter proseguire gli studi archeologici. La parte finale della Grotta della Bàsura è conosciuta come Antro di Cibele ed è caratterizzata da concrezioni rotondeggianti, mammellonari che la rendono unica al mondo rispetto ad altre grotte di origine carsica. E’ chiamata così in onore della Dea Cibele, divinità legata alla fecondità.

Da qui il percorso prosegue lungo il tunnel scavato artificialmente, fino a raggiungere la Grotta Inferiore di Santa Lucia. Subito colpiscono delle stupende concrezioni di calcite ed aragonite che formano dei cristalli esili, aghiformi e brillanti, un vero spettacolo per lo sguardo.

La sala più ampia della Grotta Inferiore di Santa Lucia è rappresentata dal Pantheon, con concrezioni maestose che formano delle colonne alte fino a 8 metri. Da qui si passa alla Sala dei Capitelli, anche questa caratterizzata da numerose colonne e “cornicioni” che testimoniano l’antica presenza di laghi sotterranei.
La visita guidata termina con il Tanone, ampia sala priva di concrezioni ed utilizzata nel periodo dei bombardamenti della seconda guerra mondiale come rifugio dagli abitanti di Toirano. Oggi questa sala viene utilizzata per concerti e balletti. All’uscita si può ammirare il Santuario scavato nella roccia e dedicato a Santa Lucia, protettrice degli occhi. La Chiesa viene aperta solo il giorno di Santa Lucia, ovvero il 13 dicembre, quando si svolge la tradizionale abluzione degli occhi con l’acqua benedetta raccolta in vasche all’interno della grotta.


BREVI CENNI SUL SANTUARIO
Il Santuario di Santa Lucia superiore fu scavato nella roccia già in età medievale, ma fu riconosciuto solamente nel 1519 tramite una bolla papale di Papa Leone X. Attualmente si presenta con un piazzale dove l’accesso è consentito tramite una graziosa mulattiera selciata. La facciata della chiesa è in muratura, mentre il resto della struttura è immersa nella roccia, occupando i primi 30 metri della grotta.


INFORMAZIONE UTILI SULLE GROTTE
Le grotte sono visitabili solo tramite visita guidata ed è necessario pagare un biglietto d’ingresso, scontato per gruppi organizzati, bambini e over 65 anni. Le grotte sono aperte giornalmente, orientativamente la mattina dalle 9:30 alle 12:30 ed il pomeriggio dalle 14:00 alle 17:00. Orari e giorni di vista sono soggetti a modifiche periodiche, per cui per notizie più precise si consiglia di visitare il sito ufficiale delle grotte.


MUSEO ETNOGRAFICO
Con il biglietto d’ingresso alle grotte è possibile visitare anche il Museo etnografico che si trova in pieno centro storico a Toirano. Il museo è allestito nelle suggestive scuderie del Palazzo D’Aste e al suo interno è possibile riscoprire le atmosfere del passato, di un paese strettamente legato ai lavori della terra. Il percorso espositivo si sviluppa mostrando le fasi della coltivazione dell’olivo e della vite, due piante da sempre coltivate in questo territorio. Si potranno inoltre osservare gli oggetti utilizzati quotidianamente da alcuni artigiani quali il fabbro, il falegname, il ciabattino, la massaia ed il mietitore.
 

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