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Parco Nazionale del Pollino - Arte, Cultura e Gastronomia

Parco Nazionale del Pollino - Arte, Cultura e Gastronomia

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Il Parco Nazionale del Pollino si trova a cavallo tra la Calabria e la Basilicata, estendendosi tra le province di Potenza, Matera e Cosenza. Copre una superficie di quasi 200.000 ettari e ciò lo rende l’area protetta più grande di tutta Italia.
Fu istituito nel 1988, ma dovettero passare ancora alcuni anni affinché prendessero corpo gli organi istituzionali del Parco; tra il 1993 ed il 1994 vennero istituiti gli organi amministrativi e tecnici ed il Parco cominciò a prendere forma e diventare operativo.
La cultura che si respira nell’area del Parco Nazionale del Pollino è così varia in quanto fin dai tempi più remoti vi si avvicendarono diverse popolazioni, dai Greci ai Romani, dai Longobardi ai Saraceni, fino ai Bizantini, ai Normanni e agli Spagnoli.
Ogni popolo lasciò traccia del proprio passaggio e della propria cultura, così nei vari paesi che tempestano il parco è possibile visitare musei che raccontano la storia millenaria di questa straordinaria terra.


ORIGINE DEL NOME DEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Le teorie riguardo al nome Monte Pollino sono differenti, secondo alcuni deriverebbe da “mons Pullinus”, ovvero giovani animali, facendo riferimento all’usanza di condurre i capi di bestiame a pascolo sulle verdeggianti pianure di alta quota. Altri studiosi sostengono che il nome potrebbe prendere origine da “Mons Apollineus”, ovvero Monte di Apollo, Dio della salute, visto che non a caso tutto il territorio è ricco di specie aromatiche ed erbe medicinali.


ARCHEOLOGIA
Presso Papasidero esiste uno dei siti archeologici più antichi ed importanti di tutta Europa: la Grotta-Riparo del Romito. Esternamente alla grotta si sono trovati dei graffiti raffiguranti un bovide e risalenti al Paleolitico Superiore.
Sempre nei pressi di questo sito si sono rinvenuti dei resti di scheletri umani.
Nel comune di Francavilla Marittima esistono due importanti siti archeologici nelle località di Timpone della Motta e Macchiabbate.
A Timpone si può osservare un abitato indigeno precedente al 720 a.C., anno in cui arrivarono i coloni achei e fondarono Sibari. A Macchiabbate invece c’è un’importante necropoli che fu ritrovata con ricchi corredi funerari.
Sempre di antiche origini è la chiesa ipogea ricavata nella Grotta di S. Angelo, presso San Donato di Ninea. E’ datata V-VI secolo d.C. e presenta affreschi in buono stato conservativo, oltre ad interessanti altari e pregevoli opere architettoniche.
Alcuni ritrovamenti fatti in generale nell’area del Parco del Pollino sono così interessanti che addirittura oggi sono esposti in autorevoli musei: è il caso di un’ascia votiva in bronzo ritrovata presso San Sosti ed oggi esposta al British Museum di Londra.


CHIESE
Tutto il territorio è disseminato di antiche chiese risalenti a differenti epoche.
Alcuni furono costruiti su luoghi veramente incantevoli e suggestivi come ad esempio il Santuario della Madonna delle Armi, eretto su di una parete rocciosa.
La costruzione di tale luogo di culto cominciò a partire dal 1440 e per visitare il Santuario bisogna recarsi nei pressi di Cerchiara di Calabria.
Di grande suggestione risulta essere anche la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, a Papasidero, eretta a strapiombo sul fiume Lao.
Se si decide di fare una passeggiata per le vie di Morano Calabro bisogna assolutamente visitare la quattrocentesca Chiesa di S. Bernardino, dove si può ammirare un prezioso soffitto ligneo, e la Chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, dove apprezzare le due statue realizzate da Pietro Bernini provenienti dal convento di Colloreto, ormai distrutto. A tal proposito anche dall’autostrada si possono scorgere i ruderi di tale convento, eretto nel 1500 ed abbandonato intorno al XVIII secolo. Sempre a Morano Calabro una visita la merita anche la Collegiata della Maddalena, interessante esempio di Barocco in Calabria.
Il territorio del Parco Nazionale del Pollino è talmente vasto che cela tantissimi edifici di culto di grande interesse e sarà un vero piacere riscoprirli tra i paesetti carichi di storia e tradizioni.


PAESI DA VISITARE
Tra i paesi maggiormente interessanti in quanto ricchi di palazzi antichi, vecchie fortificazioni o rovine di castelli, bisogna menzionare: Morano Calabro, Senise, Chiaromonte, Orsomarso, Laino Castello, Papasidero, Civita, Viggianello e Rotonda.


MULINI AD ACQUA
In passato si decise di sfruttare la potenza dei corsi d’acqua per produrre energia per aiutare l’uomo durante i lavori quotidiani; vennero così costruiti alcuni mulini ad acqua, ancora oggi visibili a Ricchie Muzze, località nei pressi di Francavilla sul Sinni, a San Severino e a Mezzana. Lo stato di conservazione è molto buono ed in alcuni si possono ancora notare delle straordinarie macine in pietra.


CULTURA ARBERESHE
Nel territorio oggi occupato dal Parco Nazionale del Pollino alcuni secoli fa, precisamente tra il 1470 ed il 1540, si trasferirono alcuni nuclei di persone provenienti dall’Albania, portando con se usi, costumi ed una cultura ricca di tradizioni e simboli.
Questa popolazione fondò diverse città come Acquaformosa, S. Basile, Lungro, Civita, Frascineto, S. Paolo Albanese e S. Costantino Albanese. Per chi fosse interessato a scoprire gli usi ed i costumi di questa gente si consiglia una visita ai musei della Civiltà Arbereshe presenti a Civita e a S. Paolo Albanese.
In alcuni paesi si pratica ancora la manifattura dei tessuti creati lavorando le fibre di ginestra.


PRODOTTI DEL PARCO
Un territorio tanto diverso che si presenta con aspri profili montuosi, impetuosi torrenti, ma anche ameni prati e silenziosi boschi, non può che offrire tanti prodotti alimentari genuini, realizzati seguendo processi che si tramandano di padre in figlio.
Tra i paesi del Parco si possono scoprire piccole botteghe e vecchie osterie dove assaporare cibi di lunga tradizione.

A tal proposito l’Ente Parco Nazionale del Pollino si impegna per valorizzare e sostenere le produzione agroalimentari, puntando sulla qualità dei prodotti.
Le principali filiere produttive possono essere raggruppate in quattro grandi categorie: ortofrutta, prodotti lattiero-caseari, salumi e prodotti da forno.

Alcuni prodotti hanno ottenuto importanti riconoscimenti come il “peperone di Senise”, “la melanzana rossa di Rotonda” ed “il pane di Cerchiara”. Ma tanti altri sono i prodotti da assaggiare per scoprire uno splendido territorio anche tramite le prelibatezze alimentari; è il caso delle marmellate e dei tanti tipi di miele, dei liquori e del meraviglioso “moscato di Saracena”, presidio Slow Food del 2002.


PRINCIPALI PUNTI D’INTERESSE
Tra i principali punti di interesse naturalistico e culturale di tutto il Parco, questi sono certamente i più caratteristici e valorizzati:
- Castello di Isabella Morra di Valsinni
- Area archeologica di Chiaromonte
- Calanchi sul fiume Sinni a Fardella
- Monte Alpi
- Bosco Magnano
- Mulini del torrente Frido
- Ruderi dell’Abbazia Cistercense del Sagittario
- Timpe di Pietrasasso e delle Murge
- Grande Porta del Pollino e Serra delle Ciavole
- Piani del Pollino
- Santuario della Madonna del Pollino
- Siti paleontologici della Valle del Mercure
- Grotta del Romito e Gole del Lao
- Centro storico di Laino Castello
- Ruderi del convento di Colloreto e del castello Normanno-Svevo di Morano - Calabro
- Serra Dolcedorme
- Gole del Raganello
- Timpa di San Lorenzo
- Abisso del Bifurto.


COME ARRIVARE AL PARCO DEL POLLINO
Giungendo con l’auto le vie di accesso al Parco del Pollino sono differenti, a seconda da quale zona si proviene. L’autostrada A3 è l’arteria principale sia per chi proviene da nord che da sud. Lasciata l’autostrada si possono percorrere una serie di strade statali a seconda di quale zona del parco si vuole visitare.
Se si preferiscono i mezzi pubblici i principali snodi ferroviari sono i seguenti: in Calabria vi sono le stazioni ferroviarie di Scalea, Roggiano Scalo-San Marco Argentano, Paola, Trebisacce e Sibari, mentre in Basilicata solo Policoro e Maratea.
Per chi viene da molto lontano ed ama viaggiare in aereo gli scali aeroportuali più vicini sono quelli di Napoli, Bari e Lamezia Terme.
In ogni caso si consiglia auto propria o al limite di noleggiarne una per vivere al meglio il parco e spostarsi con facilità tra i vari paesetti che meritano di essere visitati e l’entroterra ricco di angoli naturalistici di ineguagliabile bellezza.
 

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