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Eremo e Monastero di Camaldoli

Eremo e Monastero di Camaldoli

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La storia di Camaldoli, della nascita dell’eremo ed in seguito del monastero, è strettamente legata alla figura di San Romualdo, colui che fondò proprio in queste terre l’ordine dei Camaldolesi.
Ci troviamo nell’Appennino Casentinese, in Toscana, nel comune di Poppi, quasi al confine con l’Emilia Romagna dove nell’anno 1012 il Conte Maldolo di Arezzo donò un appezzamento a San Romualdo che vi costruì un piccolo e semplice eremo. Probabilmente il termine “camaldolesi” è proprio da ricollegarsi a Maldolo e fu scelto in suo onore.
Prima di morire San Romualdo fece costruire anche un secondo nucleo monastico, in una posizione un po’ più comoda e facilmente raggiungibile. Ad oggi sia l’eremo che il monastero sono ancora in piedi e svolgono diverse attività a favore della comunità, come incontri di preghiera, ritiri spirituali ed ospitalità a pellegrini e viandanti.


MONASTERO DI CAMALDOLI
Ad 800 metri s.l.m., immerso nel verde di splendidi abeti bianchi secolari, si trova questo splendido complesso monastico, risalente agli inizi dell’anno 1000.
Il complesso fu realizzato nel corso dei secoli e man mano vennero aggiunte nuove strutture per ingrandire il monastero.
Il monastero è pensato per avere il suo fulcro nel chiostro in cui si dipartono dei corridoi coperti dove si affacciano le celle dei monaci, semplici e sobrie.

CHIESA
La chiesa è intitolata a San Donato e a San Ilariano e come la si può osservare oggi è il risultato di molteplici lavori effettuati in vari secoli, di cui l’ultimo conclusasi nel XVIII secolo.
Ha un’unica navata abbellita da varie tele di grande interesse e tra queste spiccano le tavole vivacemente dipinte dal Vasari. In totale l’interno custodisce ben 7 tele di questo celebre pittore. La chiesa è completata dal coro monastico, dalla sacrestia e dall’aula capitolare, tutti risalenti al XVIII secolo.

FARMACIA
Fin dalla nascita del complesso monastico i monaci allestirono un piccolo ospedale per ospitare e curare i malati dei paesi limitrofi. Le “medicine” venivano preparate direttamente dai monaci che con estrema sapienza selezionavano e coltivavano le erbe medicinali da somministrare ai propri pazienti. L’ospedale rimase operativo fino agli inizi del 1800, quando venne soppresso da Napoleone.
Oggi si può visitare l’antica farmacia, ammirando gli splendidi armadi in legno e molti strumenti utilizzati per la preparazione delle medicine, come alambicchi, fornelli, mortai e libri con ricettari originali del XV e XVI secolo.

FORESTERIA
L’ordine monastico dei camaldolesi prevedeva grande ospitalità per chi voleva dedicarsi alla vita monastica e così la foresteria fu creata fin da subito. Col passare del tempo si organizzò una vera e propria scuola pensata per i novizi.
Ad oggi l’ospitalità dei camaldolesi è ancora nota tanto che permettono di pernottare per alcuni periodi all’interno del complesso, sia per ritiri spirituali, ma anche semplicemente a chi è in cerca di un po’ di pace lontano dal caos della vita quotidiana. La foresteria dispone anche di una biblioteca che custodisce circa 300.000 volumi.


EREMO DI CAMALDOLI
Dal monastero bisogna inoltrarsi un po’ in mezzo al bosco e salire fino a 1.100 m.s.l.m. per giungere fino all’eremo di Camaldoli. Fu fondato da San Romualdo e fu il primo nucleo di quello che divenne poi un noto centro monastico del centro Italia. I monaci appartengono sempre all’ordine dei camaldolesi, ma a differenza di quelli che vivono nel monastero, questi osservano la clausura.
L’eremo è delimitato da un muro in pietra e dal cortile si possono visitare vari ambienti, come la cella di San Romualdo, la foresteria, la chiesa ed il coro monastico e la sala dell’antico refettorio.

CHIESA
Si trova al centro del piccolo complesso, a simboleggiare la parte preponderante che ricopre la preghiera nella vita di un monaco. Fu eretta nel 1200, ma nel corso dei secoli subì diversi rifacimenti finchè l’ultimo la vide ricoprirsi di particolari di gusto barocco. Alcune cappelle sono particolarmente significative in quanto vi sono sepolti alcuni monaci illustri che ricoprirono il ruolo di priore.

REFETTORIO
Risale al 1679 e presenta uno splendido soffitto a cassettoni con rosoni tutti diversi l’uno dall’altro. Alle pareti si possono osservare delle tele di grande interesse, ognuna raffigurante un Santo. Infine un grande crocifisso in cotto dei primi del ‘900 decora la parete di fondo del refettorio.

BIBLIOTECA
Già nell’XI secolo i camaldolesi avevano una biblioteca di ragguardevoli dimensioni, in quanto all’epoca erano impegnati nella divulgazione della riforma del canto liturgico, voluta fortemente da un loro confratello, tale Guido d’Arezzo. La biblioteca era ricca di libri stampati, codici ed incunaboli, ma in seguito alle soppressioni napoleoniche la maggior parte del materiale venne perso e finì in parte alla Biblioteca Nazionale di Firenze, in parte alla Biblioteca Laurenziana, in parte alla Biblioteca Civica di Arezzo ed in parte alla Biblioteca Rilliana di Poppi. Ad oggi solo pochi testi, rispetto a quelli che vi erano un tempo, sono tornati alla loro sede originale.

CELLE DEI MONACI
Le celle dei monaci non sono visitabili, visto che questi osservano la clausura, ma ugualmente verrà fatta una breve descrizione per rendersi conto meglio anche della vita che conducono. Ogni cella è costruita a “chiocciola” per mantenere al meglio il caldo nella camera da letto dei monaci. Appena si oltrepassa la porta vi è il vestibolo, dove nelle giornate piovose i monaci fanno brevi “passeggiate”, quindi vi è la camera, lo studio, l’oratorio, la legnaia ed il bagno. Ogni cella ha un suo piccolo orto nel quale i monaci passano diverse ore al giorno. Inoltre all’ingresso della cella vi è uno sportello da dove i monaci ricevono i pasti.


ASPETTI NATURALISTICI
Una visita a Camaldoli non rappresenta solo la possibilità di apprezzare l’arte racchiusa tra le mura del monastero e dell’eremo, assaporare secoli di storia e soddisfare la propria sete di spiritualità, qui si può apprezzare anche l’aspetto naturalistico; infatti ad oggi, il bosco che circonda Camaldoli è Riserva Biogenetica gestita dal Corpo Forestale dello Stato. Per secoli i monaci si presero cura degli Abeti bianchi, facendo rimboschimenti mirati, togliendo i faggi e ripiantando Abeti bianchi. I monaci lo facevano in quanto l’Abete bianco era un’essenza molto usata in medicina e perché con i loro alti tronchi, elevavano ancora più a Dio; oggi è una riserva protetta in quanto è uno dei pochi luoghi in Italia dove poter godere di un bosco così magnifico ed antico di Abeti bianchi. Inoltre quest’area protetta dà rifugio a molti animali selvatici, come cinghiali, caprioli, lupi, scoiattoli, volpi e tanti altri abitanti dei boschi.


COME ARRIVARE
Per raggiungere Camaldoli, vista la sua posizione immersa nel verde di alberi secolari e lontano dal traffico delle città, è indispensabile un’auto. Vi si può arrivare sia passando da Arezzo che da Bagno di Romagna, percorrendo la Strada Statale 71. Bisogna oltrepassare Serravalle dove le indicazioni per la famosa Abbazia sono chiare; inoltre le dimensioni ragguardevoli dell’intero complesso fanno si che non passi inosservato. Il monastero e l’eremo distano poca distanza l’uno dall’altro.


NOTIZIE UTILI
Sia l’eremo che il monastero possono essere visitati gratuitamente, rispettando gli orari stabiliti dai monaci. Orientativamente l’eremo è visitabile nei giorni feriali dalle 9:00 alle 12:00 ed il pomeriggio dalle 15:00 alle 17:00 in inverno, mentre in estate rimane aperto fino alle ore 18:00. La domenica è sempre aperto e visitabile, esclusi gli orari delle messe che meritano un po’ di rispetto.
Nel complesso del monastero, oltre alla chiesa, si possono visitare: l’antica farmacia, con adiacente negozio dove comprare i prodotti preparati artigianalmente dai monaci, la foresteria e i due chiostri. Gli orari per le visite sono dalle 9:00 alle 13:00 e nel pomeriggio dalle 14:30 alle 19:00.

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