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Vigo Di Fassa il balcone della Val di Fassa

Vigo Di Fassa il balcone della Val di Fassa

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Il piccolo comune di Vigo di Fassa, che oggi conta circa 1.100 abitanti, un tempo era un punto nevralgico della Val di Fassa in quanto centro amministrativo, politico e religioso di tutta la vallata.

Sorge in una posizione di dominio a 1.382 metri di altitudine su di un ampio terrazzamento soleggiato da dove si gode di una visuale mozzafiato sulle Dolomiti, dalla Cima Undici alla Cima Dodici, fino al magnifico massiccio della Marmolada.

Direttamente dal paese si può prendere una funivia che permette di raggiungere in pochi minuti i 2.000 metri del Ciampedie, cuore della Ski Area Catinaccio, dove si può praticare sci da discesa e snowboard su piste sempre innevate, a partire da fine novembre, grazie alla presenza dei cannoni e di impianti di risalita moderni e funzionali.

La Ski Area Catinaccio garantisce piste di diverse difficoltà per accontentare tutta la famiglia fino alla famosa "nera" intitolata ad Alberto Tomba, che qui veniva ad allenarsi durante la sua gloriosa carriera. Per i principianti è presente una scuola di sci dove si impartiscono le prime lezioni, anche ai bambini, e un Mini Club dove farli divertire.

In estate questi impianti non rimangono chiusi bensì utilizzati per condurre in quota i tanti appassionati di trekking che giunti all'arrivo della funivia possono scegliere tra vari sentieri per avventurarsi tra i massicci montuosi del Gruppo del Catinaccio, dove è possibile fare non solo nordic walking ma anche arrampicate. Lo sport qui a Vigo di Fassa non è solo sci!
Da alcuni anni è stato costruito un centro sportivo polifunzionale con campi da calcio, calcetto, tennis ed una parete artificiale per l'arrampicata dove poter fare le prime esperienze.

La ricettività a Vigo di Fassa è molto buona grazie alla presenza di numerose strutture alberghiere e residenziali alla portata di tutte le tasche. Vigo di Fassa scoprì questa sua vocazione al turismo intorno alla fine del 1800 in seguito alla costruzione della SS 48 delle Dolomiti, che attirò molti turisti soprattutto dall'Austria.

Numerosi erano gli alpinisti che giungevano fin qui per scalare il bel massiccio montuoso del Catinaccio; questa passione contribuì alla realizzazione di diversi rifugi in quota. Con la Prima Guerra Mondiale Vigo si ritrovò tra incudine e martello, assistendo a molti conflitti a fuoco tra Italia ed Austria, finchè, con la fine della guerra, venne circoscritto sotto lo stato italiano.

Il paese è molto grazioso da visitare e tra le sue vie spicca il campanile aguzzo della Chiesa di S. Giovanni, risalente alla seconda metà del 1400. Al suo interno si possono ammirare degli affreschi che raffigurano alcune scene di vita di S. Giovanni, di scuola tirolese. Altrettanto interessante è l'altare risalente alla fine dell'800.

Incamminandosi un po' fuori dal centro abitato si raggiunge il punto più alto del colle che sovrasta Vigo dove sorge un santuario in stile gotico, la Chiesa di Santa Giuliana, patrona di tutta la Val di Fassa.
Il culto di Santa Giuliana è profondamente radicato nella gente di queste zone. Sono infatti numerosi i festeggiamenti che si tengono durante tutto l'arco dell'anno in suo onore ed ogni volta la conclusione di queste feste religiose è segnata da una processione. Vicino a questa chiesa sorge una cappella molto antica intitolata a S. Maurizio che secondo alcuni potrebbe rappresentare l'edifico religioso più antico di tutta la valle.

Il comune di Vigo ha alcune piccole frazioni molto pittoresche dove sicuramente vale la pena fare una passeggiata alla scoperta di una cultura che affonda le sue radici in un passato lontano. In località S. Giovanni è stato istituito nel 1976 l'Istituto Culturale Ladino, con lo scopo di raccogliere e studiare materiale concernente la storia, l'economia, la lingua, il folklore e la mitologia della gente ladina.

Adiacente all'Istituto è nato anche il Museo Ladino di Fassa, con alcune sedi distaccate nei vari comuni della valle. L'intento è quello di non far perdere memoria di antichi usi, costumi, mestieri ed attrezzi che caratterizzavano la gente di questa vallata.

Tamion, è un'altra graziosa frazione di Vigo dove il tempo sembra essersi fermato e l'uomo vive ancora a stretto contatto con la natura tra gli alti pascoli di montagna, dove ancora viene portato il bestiame per mangiare l'erba fresca.
Il nome deriverebbe dal latino tabulatum, ovvero costruzione fatta con tavole di legno e dal ladino Tobia; ancora oggi si chiamano così gli antichi fienili di montagna che ormai vanno cadendo in disuso.

A Tamion ci si trova in una posizione privilegiata per ammirare tutta la valle di Fassa inferiore!

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