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Modena - Tra arte, storia e tradizioni

Modena - Tra arte, storia e tradizioni

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Modena, in Emilia Romagna, è una città molto interessante da visitare per la ricchezza di monumenti e di edifici; addirittura il Duomo, la Piazza Grande e la Torre Civica, nota come Ghirlandina, sono stati dichiarati dall’UNESCO beni appartenenti al patrimonio dell’umanità.

Modena sorge nella Val Padana, delimitata da due fiumi, il Panaro ed il Secchia. I primi rilievi montuosi dell’appennino modenese distano circa 10 km dalla periferia sud della città.
Anticamente l’area fu abitata dagli etruschi e dai galli e dall’anno 183 a.C. divenne una colonia romana.
Diverse chiese risultano essere di grande interesse, ma indubbiamente la più importante e celebre è lo stupendo Duomo. Di seguito si fa una breve descrizione delle principali chiese che meritano di essere visitate.

Duomo di Modena
Il Duomo di Modena risale al 1099, quando fu edificato sul luogo dove prima sorgevano altre due chiese già a partire del V secolo. I lavori furono affidati all’architetto Lanfranco, al quale si successero nel 1167 maestranze provenienti da Campione d’Italia, che completarono la Cattedrale, aggiungendo la torre campanaria e abbellendo l’interno della chiesa con decorazioni e l’esterno con il bellissimo rosone in stile gotico. Nel corso degli anni si fecero interventi di ristrutturazione e lavori per migliorare la struttura nel suo insieme; ad esempio verso la fine del 1800 si abbassò la pavimentazione per rendere l’interno più slanciato.
Comunque, anche se gli interventi nel Duomo di Modena sono sempre stati numerosi, non si è modificata la struttura originaria, in magnifico stile romanico.

La chiesa è a tre navate; dalla navata centrale scendono dei gradini che permettono di raggiungere la cripta in cui sono raccolte le spoglie di San Geminiano, patrono della città. Per la maggior parte la cripta è rimasta nel suo stile originale, come quando fu costruita tra il 1099 ed il 1106; solo la porzione dove si trova il sepolcro del Santo è stata modificata nel 1700. Attrazione indiscutibile nella cripta è il presepe in terracotta costituito da statue a grandezza naturale; questa opera è nota anche come Madonna della pappa, per via dell’atteggiamento della fantesca che sta soffiando sulla pappa da porgere al bambino.
La cripta nei secoli è stata anche luogo di sepoltura dei vescovi di Modena ed infatti ancora si possono notare sul pavimento e sulle pareti le lapidi funerarie.
L’importanza del Duomo di Modena sta nel fatto che si è riuscito a mantenere intatto l’originario stile romanico, anche se con alcune aggiunte, cosa che non è riuscita in molte altre chiese italiane, dove questo stile si è andato perdendo con successivi restauri, ritocchi ed aggiunte.

Questo edificio sacro è ricco di sculture e per questa sua caratteristica è stato definito anche “Bibbia di pietra” o “Bibbia dei poveri”, in quanto raffigura santi e varie scene tratte dalla Bibbia, così che anche gli analfabeti potevano apprendere nozioni di religione, senza leggerle in nessun libro, ma semplicemente osservando questi bassorilievi.
Per completare la visita non si può non ammirare la Ghirlandina, la suggestiva torre campanaria della chiesa; con i suoi 86 metri di altezza si può scorgere da qualsiasi punto della città ed è divenuto il simbolo di Modena.

La punta ottagonale era stata voluta dai Maestri di Campione d’Italia, che tra il 1200 ed il 1400 lavorarono per completare ed abbellire il Duomo. Il nomignolo Ghirlandina è da mettere in relazione con le due ringhiere di marmo che ornano la punta, in quanto tali strutture sono dette proprio ghirlande. Arrivando nella parte più alta della torre campanaria si gode di uno spettacolo meraviglioso sulla città.

Un particolare della piazza Grande merita di essere menzionato, ovvero la “Preda Ringadora” (letteralmente: la pietra dell’arringa) che si trova adiacente al Palazzo Comunale. Su questo grosso masso marmoreo, nel Medioevo, salivano gli oratori e veniva utilizzato anche per eseguire condanne a morte ed esporre i cadaveri al fine di farli identificare.

Chiesa di San Vincenzo
Fu costruita nel 1617 su di una precedente struttura e divenne la sede dei monumenti funebri dei duchi estensi. Di particolare interesse al suo interno risultano essere una tela realizzata dal Guercino ed alcuni affreschi attribuiti a Sigismondo Caula.

Chiesa di Santa Maria della Pomposa
Rappresenta una delle chiese più antiche della città, infatti in alcuni documenti storici si sono trovate notizie di tale chiesa già nel 1153. Della struttura originaria è rimasto ben poco, ma sono comunque ancora visibili resti della muratura della parte inferiore dell’edificio ed una traccia di un’antica porta romanica, in seguito chiusa. Particolare è la torre che sorge affianco alla chiesa; secondo alcuni studiosi probabilmente nel Medioevo faceva parte di un castello.
All’interno di grande interesse risultano essere alcuni dipinti realizzati tra il 1600 ed il 1700, raffiguranti scene della vita di San Sebastiano. L’importanza di questa chiesa è da ricollegarsi alla figura di Ludovico Antonio Muratori, famoso storico modenese, che ne fece la sua dimora. Ne divenne parroco e cercò di adoperarsi sempre per il benessere della gente che abitava in quel quartiere che all’epoca era uno dei più poveri di tutta la città.

Chiesa del voto
E’ conosciuta come chiesa del voto in quanto fu costruita in seguito ad un voto effettuato dal comune e dal Duca Francesco I d’Este per far cessare una terribile epidemia di peste. Nel 1634 la peste finì e subito cominciarono i lavori per la costruzione di questo edificio sacro. A ricordo di quell’evento fu dipinta una pala raffigurante l’epidemia di peste che colpì la città di Modena.

Chiesa di Sant’Agostino
E’ di origine molto antica, infatti fu eretta nel 1300 su di una precedente struttura, ma nei secoli successivi venne profondamente modificata, soprattutto nel 1663, per volere della Duchessa Laura Martinozzi; in seguito, fu riccamente decorata con stucchi e realizzato un prezioso soffitto a cassettoni. All’interno particolarmente degni di nota sono un affresco del ‘300 della Madonna della Consolazione ed un gruppo scultoreo in terracotta raffigurante la Deposizione della Croce.

Chiesa di San Giovanni Battista
Come molte altre chiese fu costruita su di un precedente edificio nel corso del 1500. Durante il 1700 la struttura venne in parte modificata e vennero realizzati dei decori secondo il gusto dell’epoca. Particolarmente interessante è l’organo costruito da un noto liutaio, tale Agostino Traeri.

Chiesa di San Francesco
I lavori per la sua costruzione cominciarono nel 1244, ma si protrassero per oltre due secoli. L’esterno si presenta in stile gotico mentre l’interno ha una mescolanza di stili in quanto fu rimaneggiato più volte.

Chiesa di San Pietro
La costruzione attuale, risalente al 1476, sorge dove un tempo pare ci fosse un tempio dedicato a Giove Capitolino. E’ considerata una delle più belle chiese di Modena ed un eccellente esempio di architettura rinascimentale. Al suo interno di particolare pregio c’è un organo del Cinquecento, con magnifici intagli in legno dorato e diverse opere in terracotta del Begarelli.

A Modena c’è anche una Sinagoga, costruita nel 1873, e conosciuta come Tempio Israelitico. Quando fu eretta si trovava nel ghetto ebraico ed era nascosta da molti altri edifici, mentre con l’abbattimento di molte costruzioni nel 1904 e con l’apertura di Piazza Mazzini si ritrovò in una posizione centralissima in città, poco distante dalla Piazza Grande e dal Duomo.


Musei Modenesi

Per chi è interessato all’arte in ogni sua forma, si consiglia di visitare, con il dovuto tempo, il Palazzo dei Musei, dove sono ospitati diversi interessanti musei modenesi. Per la precisione qui sono raggruppati tutti i principali musei cittadini, ovvero: il Museo Civico d’Arte, il Museo Civico del Risorgimento, il Museo Lapidario Estense, la Gipsoteca Graziosi, il Museo Archeologico Etnologico, la Biblioteca Estense e la Galleria Estense.
In particolare la Galleria Estense espone numerosi dipinti di artisti celebri del calibro di Tintoretto, Correggio, Paolo Veronese, Cosmè Tura, il Guercino, Jacopo Palma il giovane e tanti altri ancora. Oltre a questa straordinaria raccolta di opere d’arte, alla Galleria Estense è possibile ammirare diversi reperti delle civiltà etrusca e romana, come ceramiche, strumenti musicali e medaglie.


Modena e cultura

La città di Modena è molto ricca, culturalmente parlando, basti pensare che esistono ben 6 teatri dove si svolgono svariate rappresentazioni di prosa, di opera lirica, balletti ed ogni altra sorta di spettacolo teatrale, anche in dialetto modenese.
Al Teatro Storchi e al Teatro delle passioni si svolgono spettacoli di prosa, mentre il Teatro di San Giovanni Bosco, il Teatro Sacro Cuore ed il Teatro della Cittadella, sono strutture minori, dove si esibiscono teatranti locali, regalando anche belle rappresentazioni dialettali.
Indubbiamente il più importante di tutti è il Teatro Comunale Luciano Pavarotti, dove ogni anno si svolge un’intensa stagione teatrale, proponendo opere liriche, musica classica e balletti.
Tale teatro fu progettato nel 1838 e dopo soli 3 anni fu inaugurato. La realizzazione fu affidata ad un famoso architetto dell’epoca, tale Francesco Randelli. In anni recenti è stato profondamente restaurato e nel 2007, in seguito alla scomparsa del celebre tenore Luciano Pavarotti, gli è stato intitolato per rendergli omaggio.

Due palazzi cittadini particolarmente degni di nota sono il Palazzo Comunale e il Palazzo Ducale.
Il Palazzo Comunale si affaccia sulla bella Piazza Grande, chiudendone due lati col suo porticato. Nel corso del ‘600 e del ‘700 vennero ristrutturati diversi edifici della piazza ed il risultato fu la nascita di quello che oggi è la sede del Comune.

Particolarmente interessanti sono la Torre dell’orologio, costruita verso la fine del 1400 e la Sala delle Bifore, dove si può ancora ammirare parte dell’antica facciata medievale.
Nei pressi del portico, posta in un angolo, si trova la statua della Buonissima, che secondo la tradizione modenese rappresenterebbe una nobildonna che fu particolarmente generosa con i poveri. In realtà, con ogni probabilità, questa statua rappresentava il simbolo della “Buona Stima”, ovvero la precisione delle misure nei casi di compravendita.
A supporto di questa teoria si pensa che in una mano tenesse una bilancia e al di sotto della statua si trovavano incise le antiche misure mercantili.
All’interno molto interessante è la Sala del Fuoco, dove era custodito un braciere in cui i cittadini potevano prendere gratuitamente il fuoco per attivare quello domestico. Qui si può ammirare tra l’altro un bel ciclo di dipinti, eseguiti nel 1500, raffiguranti degli episodi dell’assedio di Modena nell’anno 44 a.C..

Un’altra curiosità riguarda la “secchia rapita”, che altro non è che un secchio di legno, di quelli per attingere l’acqua. Pare che tale oggetto fu trafugato nel 1325 ai bolognesi durante una battaglia e da allora fu tenuto come trofeo per ricordare al gloriosa vittoria.


Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale fu fatto costruire a partire dal 1634 dagli Estense. La Corte Estense risiedette in tale magnifico edificio tra il Seicento e l’Ottocento. Alla progettazione e alla realizzazione di questo splendido palazzo parteciparono tutti i più grandi artisti dell’epoca, come il Bernini ed il Borromini. Oggi è sede della prestigiosa Accademia Militare di Modena e al suo interno ospita anche un Museo Storico dell’Accademia ed una Biblioteca alla quale si accede solamente con permesso da chiedere al Comando dell’Accademia.
Nell’insieme il palazzo presenta un elegante stile barocco. L’ingresso principale immette nel Cortile d’onore, dove si svolgono tutte le solenni cerimonie militari. Da qui si accede allo Scalone d’onore e quindi al Salone centrale, dove particolarmente interessante è il soffitto affrescato con dipinti settecenteschi.
Una delle stanze più interessanti dell’intero palazzo è il Salottino d’oro, che era l’ufficio dove il Duca Francesco III amministrava i propri affari.
Nel 1756 il Duca fece rivestire le pareti con pannelli decorati con oro zecchino, a testimonianza dello sfarzo della piccola corte modenese settecentesca.
Proprio il fatto di essere smontabili ha permesso a questi capolavori di non essere trafugati durante i saccheggi, in quanto venivano nascosti nei sotterranei dai modenesi. In Piazza Roma, proprio d’avanti alla facciata del palazzo, è stata sistemata nel 1879, una statua di Ciro Menotti, patriota che organizzò un’insurrezione a Modena, ma poi finì arrestato e giustiziato.


Soggiorno a Modena

Per gustare al meglio un soggiorno a Modena non si può far altro che regalarsi delle prelibatezze per appagare il palato. Questa è la patria del Parmigiano Reggiano, prodotto in tutto il territorio circostante, abbracciando diverse province, e del Prosciutto di Modena.
Eccellenti sono i salumi come il salame, la mortadella, la coppa di testa e i ciccioli, preparati con ricette antiche ma ancora gustose. Per accompagnare al meglio i deliziosi salumi si può scegliere tra la tigella, una sorta di focaccia cotta su pietra, o lo gnocco fritto, una focaccia buonissima preparata con lo strutto.

Un secondo piatto classico, che nel resto d’Italia è legato alle festività natalizie, è il cotechino, che qui a Modena viene cucinato tutto l’anno e proposto in diverse trattorie.
Tra i dolci non si possono non ricordare il bensone, pane dolce ricoperto con granelli di zucchero, l’amaretto, con mandorle e zucchero e la torta Barozzi, creata per la prima volta sul finire del XIX secolo e divenuta una ricercata prelibatezza, con ricetta segretissima e marchio brevettato.
Gli affettati ben si sposano con il lambrusco, mentre per accompagnare i vari dolci o come digestivo si consiglia il nocino, liquore creato dall’infusione di malli verdi di noci.

Indubbiamente il prodotto più celebre di tutta la città, quello che ha fatto conoscere il suo nome in tutto il mondo, è l’aceto balsamico di Modena, prodotto nella versione classica attraverso numerosi anni d’invecchiamento durante i quali l’aceto viene fatto invecchiare in botti di legni diversi per fargli acquisire quei sapori e quei profumi inconfondibili.
In diversi mesi dell’anno si svolgono varie manifestazioni sia a carattere religioso che meramente ricreativo e culturale.
In gennaio, precisamente il 31, è la Festa del patrono della città, San Geminiano.
A maggio c’è il saggio ginnico degli allievi dell’Accademia Militare e il debutto in società delle diciottenni, tramite il gran ballo delle debuttanti.
In giugno, ormai da alcuni anni, si svolge una manifestazione che dura più giorni, per recuperare i giochi tradizionali medievali e rinascimentali.
A luglio c’è un Festival Internazionale delle Bande Militari, evento di grande risonanza che porta in città gruppi provenienti da tutto il mondo. Infine c’è da ricordare il Mercato dell’antiquariato, che è il più grande di tutta la regione e si svolge mensilmente ogni quarto week-end.
 

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